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Note Storiche di Latiano

Le origini di Latiano sembrano coincidere con l’abbandono dell’antica Scannum, attuale zona archeologica di Muro Tenente. Ma per alcuni storici si hanno notizie certe solo dopo l’anno di fondazione (1092), quando il normanno Boemondo concesse l’area agli ecclesiastici dell’abbazia di Sant’Andrea (sull’isola prospiciente il porto di Brindisi, oggi Forte a Mare). Secondo quanta riporta lo storico Primaldo Coco, nel 1092 veniva concesso al monastero di Sant’Andrea dell’ Isola di Brindisi la chiesa di San Michele Arcangelo in contrada Malignano, in territorio di Oria. Dall’origine fino alla vendita del feudo di Latiano ad opera del re Ladislao (anni 1092 – 1407) le vicende storiche di Latiano furono quelle del Principato di Taranto. Nel 1194 al dominio normanno successe quello svevo; nel 1266 subentrarono gli Angioini; nel 1416 ebbe inizio il dominio Aragonese. Intanto il feudo di Latiano venduto ad Antonio d’Alami era diventato Baronia. La storia della Baronia e strettamente legata a quella della famiglia Francone, nobili in Latiano, Mesagne e Lecce di cui un erede, Giovan Maria ebbe la signoria di Latiano e Sava per aver sposato Margherita D’Alamo, baronessa delle citate località.La famiglia Francone mantenne il feudo per molti anni sinché Paolo Francone lo vendette nel 1611 a Marco Antonio De Santis, il cui figlio Geronimo vendette la Baronia a Carlo Imperiali III, marchese di Oria e Francavilla con atto del 1641. Ultimo barone fu Domenico Imperiali, nipote di Carlo, che comprò il titolo di Marchese sopra la terra di Latiano sino alla meta del ‘600 iniziando così la storia del Marchesato di Latiano. Rare e incerte sono le notizie che si riferiscono ai secoli in cui la nostra città fu governata dai Baroni; è documentata l’esistenza del Castello nell’anno 1577 e quella della Torre medioevale nell’anno 1528. Queste due costruzioni sorsero su preesistenti strutture medioevali. II Castello presenta, ai nostri giorni, il suo aspetto Cinquecentesco solo dal lato di via Attilio Spinelli, dove si possono osservare due torri quadrate unite in segmento da un unico corpo di fabbrica. La Torre del Solise riporta sulle finestre delle iscrizioni che rappresentano delle massime morali. Ai primi secoli della Baronia dei Francone risalgono il convento dei Padri Domenicani, la chiesa Madre, la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa dell’Immacolata, che fu la cappella gentilizia dei Marchesi Imperiali. Gli anni del marchesato vanno ricordati solo per la figura dei Marchesi Imperiali che furono uomini di raffinata cultura e che seppero abbellire il paese di nuove costruzioni e restaurare quelle gia esistenti. Con gusto decisamente barocco furono trasformati il Castello, la chiesa matrice, la chiesa di Sant’Antonio, mentre fu costruita la chiesa del Santissimo Crocifisso. Soppressa la feudalità nel 1806 da Napoleone, Latiano seguì le vicende del Regno di Napoli, con il sorgere anche in queste zone del fenomeno del brigantaggio. L’atmosfera generale di paura, il disordine, i gravi danni economici causati dalle continue scorrerie dei briganti fecero partecipare Latiano ai moti liberali e alla nascita della Carboneria. Anche a Latiano fu attiva una vendita: II freno dell’ambizione che ebbe tra i suoi affiliati Piacentino D’Electis, Vincenzo De Nitto, De Virgilis. Non si ricordano tuttavia fatti di particolare rilievo legati ai contrasti tra liberali e Borboni. Durante i moti liberali, si distinse tra tutti il dottor Ernesto Ribezzi che partecipo attivamente ai moti del 1848. Studente universitario a Napoli, fu sempre in prima linea nella lotta contro l’oppressore. Secondo quanto riporta lo storico Vittorio Pepe nei moti del ’48, Ernesto Ribezzi, durante una memorabile sommossa popolare a Napoli, salvò la vita al generale Gabriele Pepe. Dopo l’unificazione d’Italia, una nuova vita cominciò per la nostra città. Un nuovo impulso alle diverse attività fu dato dalla costruzione della ferrovia statale Taranto – Brindisi, la cui inaugurazione fu fatta nel 1866. Alla miseria e alla precarietà delle condizioni di vita subentrò uno stato di agiatezza che favorì la creazione di piccole industrie che sfruttavano le risorse locali. I trappeti e i palmenti furono le prime realizzazioni. Vennero poi i grossi stabilimenti i quali costituirono le stabili basi dell’economia che accompagnò le febbrili attività dei cittadini sin dopo la prima guerra mondiale. Circa gli avvenimenti accaduti fra fine secolo e la Prima Guerra Mondiale poche sono le notizie riportate dagli storici poiché molta documentazione dell’archivio storico e andata perduta nell’incendio, causato da una sommossa popolare, nel maggio del 1917. Le gravi conseguenze derivate alla nazione per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale ebbero la loro ripercussione anche nei piccoli centri.

Oggi Latiano è, dopo il riconoscimento avvenuto il 19 luglio del 2006, riconosciuta con il titolo di Città, conta circa 15000 abitanti ed è una comunità molto attiva e attenta in ambito religioso e culturale.

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