Nascita

La venerata immagine del Crocifisso di Latiano, risale alla metà del XVI secolo ed appateneva all Confraternità di San Sebastiano (oggi estinta).

La leggenda

La leggenda racconta che passando per Latiano, una carovana di commercianti Zingari, dopo una sosta in una locanda, situata anticamente nei pressi dell’attuale chiesa del SS. Crocifisso, al momento della partenza, si accinsero a caricare le casse delle loro mercansie sul traìno e l’ultima cassa non furono capaci di sollevarla dal suolo per quanti sforsi facessero.

Per alleggerirla l’aprirono, tolsero alcuni oggetti e dal fondo estrassero un Crocifisso nero.

A quel punto provarono a smuovere nuovamente la cassa e furono meravigliati dall’accaduto.

Il popolo che assistette alla scena gridò al miracolo, in poco tempo la notizia si sparse per il paese e il parroco informato di ciò, decise di adorarlo portandolo in processione, seguito dai fedeli.

Intuendo che la statua non voleva abbandonare il paese, gli zingari lo donarono ai latianesi e per la loro devozione, portarono via il mignolo della mano destra come ricordo e amuleto.

Costruzione della Chiesa del SS. Crocifisso

Nel luogo del prodigio, i latianesi innalzarono un tempio per custodire la venerata immagine e il Capitolo di Latiano, nel 1624 ottenne dal Vescovo di Oria Mons. Domenico Ridolfi, in concessione la chiesa e a partire da quell’anno, provvidde a tuttò ciò che riguardava il culto, eleggendo tra i sacerdoti capitolari, un procuratore annuale.
Alcune notizie storiche dimostrano che vi sorgesse in origine una chiesa dedicata a S. Sebastiano, che ospitava anche una confraternita e che la presenza del Crocifisso viene attestata già nel 1603.

Della costruzione precedente rimangono dettagli quali lo stemma araldico che lo storico Marcello Semeraro attribuisce a Filippo II.

Nel 1694, durante la S. Visita pastorale del Vescovo di Oria Mons. Carlo Cuzzolino, notò che vi era grande devozione da parte dei fedeli compresi quelli dei paesi vicini e ordinò di costruire un “capo altare”: fu costruito dunque l’altare maggiore, in legno intagliato in stile barocco con quattro colonne tortili per custodire ed esaltare la miracolosa immagine e fu completato nel 1697.

La statua fu abbellità nel corso del tempo dai fedeli e dai sacerdoti con il diadema, gli angeli, le chiavi, il reliquiario della S. Croce e della S. Spina di Cristo e lo stesso Mons. Alessandro Maria Kalefati nell’anno 1785 aggiunse a sue spese il cartiglio dell’INRI.

Il 5 novembre del 1856 i latianesi elessero il SS. Crocifisso protettore speciale di Latiano e questa elezione fu confermata dalla Congregazione dei Santi Riti, dietro parere favorevole del Beato Papa Pio IX, il 17 febbraio 1870.

Nel corso dei secoli, numerosi furono i privilegi e le indulgenze ottenute con la venerazione della Sacra immagine.

Anche Bartolo Longo nutrì una grande devozione verso questa miracolosa effige e a sue spese, pubblicò alcuni opuscoli con preghiere da recitarsi nella chiesa suddetta.

Quella del Santissimo Crocifisso è oggi, una tra le festività più antiche di Latiano.